«Perché dovremmo assumerti?»: come rispondere al colloquio (con esempi)
Per rispondere a «perché dovremmo assumerti?» collega due o tre esigenze concrete del ruolo a cose che hai già fatto, con un esempio e un risultato per ciascuna, poi aggiungi un elemento che ti distingue. Resta sotto i 90 secondi e chiudi riportando il discorso sul ruolo.
Alla domanda «perché dovremmo assumerti?» non serve una risposta brillante, serve una risposta precisa: prendi due o tre cose di cui il ruolo ha davvero bisogno e per ognuna porta una prova di qualcosa che hai già fatto. Aggiungi un elemento che ti distingue e fermati entro un minuto e mezzo.
Cosa vuole capire davvero il selezionatore?
La domanda sembra un invito a vantarsi, ma è una verifica. Chi te la fa vuole capire se hai compreso il ruolo e se sai collegare la tua esperienza a quello che serve all'azienda. In Italia arriva spesso verso la fine del colloquio, in diverse varianti: «Perché dovremmo scegliere proprio Lei?», «Cosa La distingue dagli altri candidati?», «Cosa può portare alla nostra azienda?».
Dietro tutte c'è la stessa richiesta: fai tu il collegamento tra l'annuncio e il tuo curriculum. Chi elenca qualità lascia questo lavoro al selezionatore. Chi porta esempi concreti glielo risparmia, e si fa ricordare.
Come individui le esigenze principali del ruolo?
Rileggi l'annuncio e cancella tutto quello che c'è in quasi ogni offerta di lavoro («capacità di lavorare in team», «ottime doti comunicative»). Quello che resta è il nucleo del ruolo. Fai attenzione a:
- Le responsabilità elencate per prime. Di solito sono le più importanti.
- Le parole che tornano più volte. Se «clienti» compare quattro volte, il ruolo ruota intorno a quello.
- Quello che ti hanno detto nel primo colloquio. Se il responsabile ha insistito sui tempi di consegna, è lì che devi agganciarti.
Scegli due esigenze, al massimo tre. Per ciascuna prepara un esempio: la situazione, cosa hai fatto tu, cosa è cambiato.
Quale struttura usare per una risposta che si dice bene?
Tre passaggi, facili da ricordare senza imparare un testo a memoria:
- Nomina l'esigenza. Una frase che dimostra che hai capito il ruolo: «Da quello che ho capito, vi serve qualcuno che tenga sotto controllo la contabilità fornitori anche nei mesi di chiusura.»
- Porta la prova. Un esempio concreto con un risultato, meglio se misurabile. Se hai tempo, aggiungi una seconda esigenza con una prova più breve.
- Aggiungi il tuo valore in più. Una lingua, una conoscenza del settore, uno strumento, una certificazione. Poi una frase che riporta al ruolo, e ti fermi.
L'obiettivo è stare tra i 60 e i 90 secondi. Dopo l'ultima frase, lascia davvero la parola a chi ti sta davanti.
Esempi di risposta per profili diversi
Gli esempi che seguono sono inventati. Prendi la struttura, non le parole.
Neolaureata al primo impiego
Esempio fittizio: Giulia Romano, laurea magistrale in Marketing, si candida come junior digital marketing specialist in un'azienda di arredamento.
«Da quello che ho letto, cercate qualcuno che gestisca le campagne social e sappia leggere i dati per capire cosa funziona. Durante lo stage curricolare in un'agenzia di Bologna ho seguito i profili social di tre clienti del settore food. Analizzando i risultati ho notato che i video brevi avevano un coinvolgimento molto più alto delle foto, e abbiamo spostato il piano editoriale in quella direzione: in tre mesi le interazioni sono quasi raddoppiate. In più parlo bene il tedesco, e so che state aprendo il mercato austriaco. Credo di poter essere utile da subito sia sulle campagne sia su quel progetto.»
Cambio di carriera
Esempio fittizio: Marco Esposito, otto anni come insegnante di scuola superiore, si candida come formatore aziendale in una società di consulenza HR.
«Il ruolo richiede qualcuno che sappia progettare percorsi formativi e tenere l'attenzione di un'aula di adulti che non sempre ha scelto di essere lì. Per otto anni ho insegnato in un istituto tecnico: tenere l'attenzione di trenta ragazzi di diciassette anni è un buon allenamento. Negli ultimi due anni ho anche coordinato la formazione interna dei colleghi sulla piattaforma digitale della scuola, una ventina di docenti in tutto. Quest'anno ho completato un master in formazione degli adulti, quindi porto sia l'esperienza d'aula sia il metodo per progettare i corsi.»
Profilo esperto
Esempio fittizio: Francesca Bianchi, responsabile amministrativa in una PMI manifatturiera, si candida come controller in un gruppo con più sedi.
«Vi serve una persona che uniformi il reporting tra le diverse sedi e riduca i tempi di chiusura mensile. Nell'azienda in cui lavoro oggi ho portato la chiusura del mese da dodici a sei giorni lavorativi, introducendo un calendario condiviso e controlli intermedi. Ho anche gestito il passaggio al nuovo gestionale, che è proprio il sistema che usate voi. Quindi non dovrei imparare lo strumento: potrei concentrarmi da subito sui processi.»
Quali errori evitare?
- Elencare aggettivi. «Sono dinamico, flessibile e motivato» lo può dire chiunque. Un fatto vale più di cinque qualità.
- Parlare di cosa vuoi tu. «Sarebbe una grande opportunità di crescita per me» risponde a un'altra domanda, cioè perché vuoi quel posto.
- Confrontarti con gli altri candidati. Non li conosci, e criticarli fa una brutta impressione. Parla del legame tra te e il ruolo.
- Ripetere il curriculum. Il selezionatore ce l'ha davanti. Scegli l'esempio che si adatta meglio.
- Gonfiare i risultati. Se un risultato è del team, dillo, e spiega qual è stata la tua parte. Alla prima domanda di approfondimento un'esagerazione si vede.
- Non chiudere. Oltre i due minuti l'attenzione cala. Meglio un esempio forte che tre a metà.
Come esercitarti ad alta voce?
Questa risposta si prepara parlando, non scrivendo. Ecco come fare:
- Scrivi parole chiave, non frasi. Per ogni esigenza: situazione, azione, risultato.
- Dilla ad alta voce e cronometrati. Quello che in testa dura 40 secondi, detto ad alta voce spesso ne dura il doppio. Taglia finché stai sotto i 90.
- Fatti interrompere. Chiedi a qualcuno di fermarti a metà con «Ma lei cosa ha fatto, esattamente?». Un buon selezionatore lo fa, e la tua risposta deve reggere.
- Collegala alla presentazione iniziale. La domanda riprende spesso quello che hai detto all'inizio: allinea questa risposta al tuo «parlami di te» così non ci sono contraddizioni.
Per tutto il resto, dalla ricerca sull'azienda alle domande da fare alla fine, trovi i passaggi nella guida su come prepararsi a un colloquio di lavoro.
Quali domande arrivano subito dopo?
Chi ti chiede perché dovrebbero assumerti spesso ti chiede anche quali sono i tuoi difetti. Le due risposte lavorano insieme: una mostra cosa porti, l'altra che sai valutarti con onestà. Per prepararla trovi una guida su quali difetti dire al colloquio.
Domande frequenti
Come rispondo se mi chiedono «perché dovremmo scegliere proprio te e non un altro?»
Non parlare degli altri candidati: non li conosci. Descrivi la combinazione che porti tu, per esempio esperienza nel settore più la conoscenza di uno strumento richiesto, e sostienila con un fatto.
Se il selezionatore mi dà del Lei, devo rispondere allo stesso modo?
Sì, segui il registro di chi ti fa il colloquio. Nella maggior parte dei colloqui in Italia si usa il Lei, soprattutto con le risorse umane; nelle startup capita spesso il tu. La struttura della risposta non cambia.
Posso citare la mia motivazione come punto di forza?
Solo se la dimostri con un fatto: un corso che hai seguito di tua iniziativa, un progetto personale, una certificazione presa da solo. La motivazione dichiarata non convince, quella dimostrata sì.
E se non soddisfo uno dei requisiti dell'annuncio?
Punta sui requisiti che puoi dimostrare. Se ti chiedono direttamente della lacuna, ammettila con calma e spiega come la stai colmando, senza scusarti troppo.